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Tavolini da salotto: l’importanza nello scegliere quello giusto

Sono pezzi di arredamento importanti, i tavolini da salotto, in cui il lato estetico è fondamentale perché, trovandosi per lo più al centro della stanza, focalizzano l’attenzione e danno carattere all’ambiente.

Proprio perché non può esistere una regola generale che individui il tavolino “perfetto” in ogni caso, bisogna considerare volta per volta lo stile, le dimensioni, la forma, il colore e i materiali. Ma anche valutare gli spazi a disposizione, l’eventuale ingombro, le misure consigliate: queste ultime, se standard, dovranno essere comunque adatte al contesto, per non rischiare di ottenere un risultato disarmonico.

1 – Le caratteristiche di un tavolino da salotto

Data l’importanza della stanza dove va posizionato, che è quella più “di rappresentanza” della casa, bisogna in primo luogo tenere presente lo stile dell’arredamento in cui il tavolino va inserito; ma va considerato, comunque, anche il suo lato pratico, avendo un ruolo attivo, oltre che decorativo.

Un tavolino da salotto deve armonizzarsi con l’ambiente, quindi se l’arredamento della stanza è tendenzialmente moderno, dovrà avere uno stile minimal e disimpegnato; in un contesto classico, si sceglierà un tavolino dal tono più elegante e raffinato.

Anche la scelta del materiale dovrà tener conto della sua funzione: essendo un mobile molto utilizzato, è meglio che sia resistente: quindi, bello e di design, ma con un occhio di riguardo alla funzionalità e alla versatilità.

Se in casa ci sono bambini, giusto preferire angoli tondeggianti e materiali facili da pulire, come il vetro e i materiali tecnologici come il plexiglass, in un modello a ponte trasparente ad alto spessore per evitare flessioni ed oscillazioni. Il legno è sicuramente un evergreen, un materiale nobile e raffinato, ma più delicato e dalla manutenzione più difficile.

Le proposte sono innumerevoli e tutti i materiali, anche quelli più inediti come l’ecopelle, il cuoio e la pietra, sono ugualmente validi, sia per la struttura che per il piano del tavolino, specie se abbinati tra loro o accostati a soluzioni tradizionali come il legno, il vetro o il metallo.

2 – Le regole da seguire nella scelta

2.1- Lo spazio utile
Se non è molto, meglio optare per un tavolino multifunzione, dotato di scomparti inferiori o cassetti dove riporre piccoli oggetti, per sfruttare al meglio la sua presenza. Di regola, tra il divano e il tavolino devono esserci almeno 40/50 cm di distanza, questo perché siano sufficientemente vicini, ma senza dare intralcio ai movimenti.

2.2 – L’ altezza
Per rendere agevole l’appoggio degli oggetti, dovrebbe essere uguale a quella della seduta del divano o di poco inferiore, quindi circa 40 cm da terra o, se il divano è molto alto, 50 cm al massimo. Se si ha l’abitudine di consumare i pasti davanti alla TV o si organizzano spesso aperitivi in salotto, sarà utile un tavolino più alto e dal piano più largo, oppure uno trasformabile in tavolo da pranzo.

2.3 – Lo stile e i colori
Devono essere in armonia con quelli del resto dell’arredamento e questo non significa che debbano essere uniformi, perché il tavolino può anche avere una linea in contrasto: ad esempio, davanti ad un divano classico e tondeggiante starà bene un tavolino in vetro con gambe allungate; un divano minimal ed essenziale può essere accostato ad un tavolino più corposo, anche in legno e metallo, magari posizionato sopra un bel tappeto di design.

Anche i colori devono seguire una scelta equilibrata: con un divano dalle tinte neutre o naturali, può essere abbinato un tavolino dai colori accesi o addirittura fluo; viceversa, accanto ad un divano tappezzato in stoffe fantasia, damascate o molto colorate, meglio un tavolino dalle linee pulite e dal colore più discreto.
Una regola generale sempre valida nell’arredamento di una stanza è quella di non usare mai più di 3 o 4 colori, per non appesantire l’ambiente.

3 – Forme e abbinamenti: qualche suggerimento

In quest’ ambito, la libertà di scelta è massima, perché giocano un ruolo importante i gusti personali; si deve comunque tenere sempre in considerazione lo spazio disponibile e le proporzioni tra i vari pezzi di arredamento, per essere certi di creare un effetto equilibrato.

Fondamentale l’armonia estetica del tavolino col pavimento: se nella stanza è posato un parquet o un gres effetto legno, bisogna evitare i tavolini in legno, sia di stile classico che moderno, perché creerebbero un effetto eccessivamente uniforme o, viceversa, potrebbero “stonare” se l’essenza scelta non fosse identica a quella del pavimento. Meglio il vetro, il metallo, il laccato colorato e la pietra leggera.

Fra due divani in posizione frontale è perfetto un tavolino rettangolare, ma se si vuole creare un vero contrasto (e si dispone di tanto spazio), se ne sceglierà uno ellittico o addirittura rotondo.
In un open space con sala da pranzo dal tavolo ovale, si può replicarne le linee inserendo un tavolino da salotto con piano ovale.
Interessante anche l’opzione delle geometrie irregolari che, specialmente in un contesto di arredamento minimal, catturano l’attenzione e danno vivacità e brio all’ambiente.
E, volendo stupire, scegliere un tavolino etnico con inserti o intarsi e posizionarlo tra due divani total white, per un colpo d’occhio sorprendente.

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